4 centrali atomiche
La società, denominata “Sviluppo nucleare Italia srl”, avrà il compito di realizzare gli studi di fattibilità per la costruzione di almeno quattro centrali nucleari con la tecnologia di terza generazione avanzata Epr, come previsto dal Memorandum of understanding firmato da Enel e Edf il 24 febbraio scorso durante il summit Italia-Francia a Roma. Enel ed Edf, spiega la nota, possiederanno il 50% ciascuno della joint venture e la società avrà la sua sede a Roma.
Una volta completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna centrale Epr.
Al momento, le uniche certezze derivano dalle candidature di Veneto e Sicilia, le due regioni che hanno dato la propria disponibilità ad ospitare gli impianti nucleari. Fra i nomi che puntualmente ritornano, ci sono quelli già scelti per i precedenti impianti poi chiusi in seguito al referendum del 1987: Caorso, nel Piacentino, e Trino Vercellese (Vercelli), entrambi collocati nella Pianura Padana e quindi con basso rischio sismico ed alta disponibilità di acqua di fiume.
Grazie alle sue attività internazionali – prosegue Conti – in pochi anni Enel ha ricostruito le sue competenze nucleari e oggi è pronta a prendere la guida del programma nucleare italiano, in collaborazione con un protagonista mondiale del settore come Edf». Per il presidente e direttore generale di Edf, Pierre Gadonneix, la creazione della joint venture «è un decisivo passo in avanti che conferma il successo della cooperazione tra Edf e Enel, che ha avuto inizio nel 2007 con la costruzione del reattore Epr di Flamanville in Normandia.
Fonte:
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=256915&IDCategoria=1
CALCIO: 3 TIFOSI INGLESI PAGANO CON EURO FALSI AL CAFE’ DE PARIS …
- (Adnkronos) – Questa notte in via Veneto, una comitiva di 12 tifosi inglesi, a Roma per la finale di Champions, dopo aver consumato allo storico Cafe’ de Paris hanno tentato di pagare il conto con 300 euro in banconote false, tutte in pezzi da 50 euro.
Un addetto del locale ha ricorso quello che aveva materialmente ”pagato” il conto ma ha subito un violento colpo al volto.
I Carabinieri della Stazione Roma Via Veneto hanno immediatamente bloccato e arrestato il tifoso inglese, che nascondeva nelle tasche altri 100 euro falsi.
Successivamente e’ stato individuato l’albergo, in via Gaeta, dove alloggia la comitiva e li’ i Carabinieri hanno arrestato altri 2 tifosi inglesi che detenevano altri 450 euro falsi nella loro camera d’albergo.
Fonte:
http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/nazionale/news-dettaglio/3670328
Ciclismo, il russo Menchov vince il Giro d’Italia
Ciclismo, il russo Menchov vince il Giro d’Italia
Ciclismo, il russo Menchov vince il Giro d’Italia
ROMA (Reuters) – Il russo Denis Menchov ha vinto oggi il Giro d’Italia, nonostante una caduta durante l’ultima prova a tempo che si è corsa oggi a Roma.
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Fonte:
http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE54U08P20090531
MotoGp, prime libere: subito Stoner, in 250 Simoncelli è solo 16mo
L’australiano della Ducati ha infatti ottenuto in 1′57″053 il miglior tempo in MotoGp nella prima sessione di prove libere del Gran Premio del Qatar, primo appuntamento stagionale del Motomondiale 2009, ed ha preceduto di 0″386 il campione del mondo in carica della Yamaha.
Sesto tempo a 1″415 poi per Loris Capirossi (Suzuki), settimo tempo a 1″446 per l’esordiente finlandese Mika Kallio (Ducati Pramac), ottavo tempo a 1″453 per Andrea Dovizioso, alla prima gara con il team ufficiale della Honda Repsol, e nono tempo a 1″704 per Marco Melandri con la sua moto clienti della Kawasaki.
Più indietro la seconda Ducati ufficiale dello statunitense Nicky Hayden, passato in estate al team italiano, tredicesimo a 2″105, e solo diciottesimo ed ultimo tempo a 4″382 per lo spagnolo Daniel Pedrosa con la seconda Honda ufficiale, arrivato però in Qatar in condizioni fisiche precarie.Nella 250 Talmacsi davanti a tuttiNelle classi minori, tutta l’attenzione era riservata a Marco Simoncelli, sceso in pista per provare il polso destro operato allo scafoide solo martedì scorso.
Il campione del mondo della 250 ha affrontato i primi giri con molta cautela (ultimo dopo la prima tornata, chiusa con 13″ in più del migliore), poi ha preso confidenza.
Fonte:
http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/motomondiale/200904articoli/19902girata.asp
Opium war e la boss Finocchiaro – Cinema
Donatella Finocchiaro, boss della Sacra corona unita salentina è la regina di Roma, del Festival arrivato alla terza edizione rinnovato nella dirigenza, col presidente Gian Luigi Rondi, e nella gerenza politica, con il sindaco Gianni Alemanno che ha chiesto maggiore spazio ai film italiani. E sono due i titoli di casa ad entrare nel palmares. Vincenzo Mollica ha presentato la serata all’Auditorium di Renzo Piano. La scelta dei tre premi principali è toccata ad una giuria di cinque esperti composta da Edoardo Bruno, Emanuel Levy, Michel Ciment, Tahar Ben Jelloun, Roman Gutek. Miglior attrice quindi è Donatella Finocchiaro, che aveva esordito con carattere in Angela, anche lì donna di un clan mafioso. Stavolta l’attrice siciliana ha conquistato con la storia d’amore impossibile disegnata da Winspeare in Galantuomini: lei, referente di un boss della nuova mafia che negli Ottanta ha infestato il Salento, s’innamora del giudice interpretato da Fabrizio Gifuni. Sullo sfondo una terra che sta perdendo la propria innocenza. «Edoardo mi venne a cercare 5 anni fa per dirmi che avremmo fatto un film insieme, non sapeva ancora quale» ha ricordato. «Lo ringrazio insieme alla troupe e gli attori. Già sul set, in quella terra magica che è il meraviglioso Salento, avevo sentito che sarebbe stato un bel film. Dedico il premio a mia madre, il mio angelo». Opium war, coprodotto dalla Francia, è il miglior film.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80499
Guerra civile in Congo: un milione e mezzo di profughi in trappola
Dar Es Salaam – Sempre più grave la situazione umanitaria nel Congo stremato dalla guerra civile. Il ministro degli esteri britannico David Miliband ha dichiarato oggi che “più di 1,6 milioni di sfollati ” nella parte orientale del Congo sono “presi in trappola” e senza accesso agli aiuti umanitari. “Questi profughi, ha detto Miliband, “non possono essere raggiunti facilmente. Non hanno accesso né a cibo né a acqua potabile né a altri beni di prima necessità “.
Miliband ieri era a Kinshasa e oggi si trova nella capitale economica della Tanzania, Dar es Salaam. “C’é una minaccia di epidemie e di diffusa malnutrizione nella zona”, ha detto riferendosi al teatro degli scontri al centro dei quali sono i ribelli del Congresso nazionale per la difesa del popolo di Laurent Nkunda. I combattimenti, in realtà, sono ridotti al minimo negli ultimi giorni, ma continuano le vessazioni compiute dai ribelli, dai soldati governativi e dagli sbandati di entrambi le fazioni, che hanno costretto centinaia di migliaia di persone ad abbandonare le loro case senza sapere dove sia possibile trovare un rifugio.
Incursioni anche dei ribelli ugandesi Congo senza pace anche a causa dei famigerati ribelli ugandesi dell’esercito di resistenza del signore (Lra). Fonti dell’Onu hanno riferito di scontri nell’estremo nord-est del paese tra forze governative e gruppi armati nella città di Dungu.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303157
Aborto, Formigoni va avanti E incassa l’aiuto del governo
La Regione non ha «contromosse» in programma sull’aborto. Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar che aveva sospeso le linee regionali sull’interruzione della gravidanza. Ma per la Regione non cambia nulla. «Non intendiamo fare nulla perché non dobbiamo fare nulla – ha spiegato ieri il presidente Roberto Formigoni – le linee guida, peraltro non vincolanti, erano già applicate, e in questi mesi sono state fatte proprie anche dai comitati etici di altri ospedali». Gli indirizzi regionali stabiliscono in 22 settimane e 3 giorni il limite entro i quali poter operare l’interruzione volontaria di gravidanza. «Si continuerà ad agire – ha detto Formigoni – secondo le linee che corrispondono al progresso scientifico e al sentimento dei medici che hanno scelto di agire secondo scienza e coscienza». Per il governatore la sentenza è «un fuor d’opera», e la sua «lettura approfondita porterà molti a farsi delle domande su temi importanti come quelli che riguardano la vita». «La 194 – secondo il presidente – è pienamente applicata e rispettata in Lombardia, ma ormai ha più di 30 anni, la ricerca nel frattempo è andata avanti, le attrezzature mediche garantiscono la vita del feto e i medici agiscono per salvare la vita del nascituro». Da quella regione che è diventata un’avanguardia nella battaglia – culturale e normativa – «pro life», il presidente è tornato a polemizzare contro quelli che ha definito «i parrucconi», vale a dire «chi sventola la scienza in modo ideologico» e «chiude gli occhi per vedere».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297018
Sindacati contro Marrazzo: «Minaccia lo stato sociale»
La politica regionale messa in campo dal presidente-commissario Marrazzo per coprire il debito corrente non piace ai sindacati perché «mina lo stato sociale dei cittadini del Lazio». Procedendo di questo passo si andrebbe a eliminare quelle che sono le esigenze prioritarie di un territorio che sta invecchiando e che quindi ha sempre più bisogno di una sanità di prossimità per gli anziani.A sostenerlo è la Uil funzione pubblica esprimendo la propria preoccupazione sulla trentina di provvedimenti stilati dal governatore negli ultimi quindici giorni, che inducono un serio rischio in tutto il comparto dell’offerta sanitaria sia ambulatoriale che ospedaliera. E il perché è presto detto. «Con i tagli ai posti letto e le chiusure dei tanti presidi ospedalieri non v’è parallelamente un piano organizzativo per reintegrare l’offerta sul territorio compresa l’assistenza domiciliare e l’offerta socio-assistenziale, infatti – taglia corto il segretario regionale Sandro Biserna – sembra quasi che il commissario Marrazzo abbia preso in carico anche la delega ai servizi sociali che dal piano di rientro vengono abbondantemente depauperati. I risvolti li vedremo anche in provincia. Così a Viterbo dopo la chiusura dell’ospedale di Ronciglione e quello di Terracina che lasceranno scoperta una grossa fetta di territorio». Qualche esempio su quello che sarà l’assistenza una volta chiusi gli ospedali la fornisce l’Asp dove, a oggi, per essere curati dopo un accesso al pronto soccorso come «codice giallo» (con un malessere non troppo grave, ma neppure innocuo) ci vogliono, quando va bene, più di tre ore.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295311
Fava: «Al via la Costituente, parleremo alla sinistra senza rappresentanza»
Tutti intorno a un tavolo, politici, sindacalisti, intellettuali, per fondare la Costituente di sinistra, primo passo per avviare un processo unitario a sinistra. Oggi alla Casa delle donne di Roma riparte il progetto a cui guarda Sinistra democratica, la minoranza di Rifondazione di Vendola e Giordano, i Verdi di Cento, la minoranza per Pdci di Katia Belillo. Ci saranno Alberto Asor Rosa, Moni Ovadia, Ascanio Celestino, Pietro Folena, Fabio Mussi, Aurelio Mancuso dell’Arcigay, il segretario della Fiom Rinaldini, Paolo Hutter, Aldo Tortorella, Mario Tronti, Flavio Lotti. Claudio Fava, coordinatore di Sd, di una cosa è convinto: «È il momento». L’interlocutore privilegiato è il Pd, non certo l’Udc. Fava, il progetto è ambizioso, ma partite con pezzi di Sd, Rc, Verdi. Non è un po’ poco? «È un progetto diverso da quello immaginato prima delle elezioni. Non vogliamo più costruire l’unità della sinistra perché la campagna elettorale e gli esiti dei congressi mostrano che ci sono due opzioni inconciliabili: l’opzione di chi lavora per l’unità dei comunisti con un ritorno fortemente identitario alle ragioni e ai simboli della tradizione del secolo scorso e l’opzione di chi vuole una nuova sinistra che vuol rinnovare se stessa, aggiornare il proprio sguardo nei confronti di un paese profondamente cambiato, che si pone l’obiettivo di una profonda riforma delle pratiche politiche.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79152
La musica? Adesso è liquida – Tecnologie
Liquida. Qualcuno la chiama così, musica liquida. Forse scambiando il mezzo per il messaggio, se ci passate la citazione. Cioè sostituendo il contenuto – la musica – al suo supporto, che sia un disco, un cd o altro. Certo, è un bel calembour logico. Ma giustificato. Qui parliamo di gente nata con il disco nero di vinile, che ha già dovuto sopportare il passaggio al cd (con le sue successive declinazioni, dal Sacd al dvd audio) e che ora scopre che la musica (quella riprodotta) perde la fisicità feticistica del mezzo ma resta musica. Anzi, nella perdita spesso acquista in qualità. Intendiamoci: nulla a che fare con gli mp3 e analoghi, quei formati digitali che hanno cambiato il mondo mettendo le canzoni negli iPod e hanno aperto la strada che porterà alla scomparsa definitiva dei negozi di dischi. L’mp3 nasce per essere usato con il computer, dove al massimo uno usa due altoparlanti da venti euro e la qualità non è neppure un optional: non c’è.Di usare queste registrazioni per gli ascolti seri, fatti con impianti di riproduzione che possono arrivare a costare anche molte decine di migliaia di euro, non se ne parla. Ma da qualche mese la musica – è proprio il caso di dirlo – è cambiata. Sono nati molti «negozi» on line che vendono registrazioni in formati digitali dai nomi improbabili come Aiff, Flac o Wav che sono la copia esatta, bit per bit, della registrazione originale.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79209
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